Sanremo, un’esperienza di parole, ascolto e gratitudine

Ci sono esperienze che restano addosso come una luce.
Sanremo, per me, è stata una di queste.

Essere qui ha significato molto più che partecipare a un evento o presentare un libro. Ha significato attraversare giorni intensi, pieni di incontri, voci, emozioni, interviste, sguardi, attese e conferme. Ha significato portare con me Frammenti di vita e, insieme, tutto il percorso che negli anni ha preso forma attraverso la scrittura, i libri, i laboratori, gli incontri e la volontà profonda di trasformare le parole in uno spazio di ascolto e consapevolezza.

A Sanremo ho ritrovato l’energia delle occasioni che sanno metterti alla prova e, allo stesso tempo, restituirti qualcosa di prezioso. Non è stata solo un’intervista, non è stato solo un palco, non è stata solo visibilità. È stato un intreccio vivo di presenze, di microfoni, di tv e radio, di racconti condivisi in giro per la città, di persone incontrate lungo il cammino. Ogni momento ha aggiunto un frammento a questa esperienza, rendendola ancora più intensa e significativa.

Tornare a Casa Sanremo Writers per il secondo anno ha avuto per me un valore speciale. Ritrovare lo stesso salotto, lo stesso contesto, e sentirmi però diversa, più consapevole, più responsabile, più presente, mi ha fatto percepire con chiarezza la strada fatta fin qui. Se un anno fa portavo con me l’emozione dell’esordio, oggi porto anche la responsabilità di una voce che cresce, si definisce e sceglie di farsi spazio con autenticità.

Con Frammenti di vita non porto solo un libro. Porto un modo di intendere la scrittura: come strumento di contatto, di espressione, di ascolto, di cura. Porto le lettere, i frammenti, le storie, ma soprattutto porto il desiderio di arrivare a chi ascolta in modo vero. Ogni volta che ne parlo, sento che non sto semplicemente raccontando una pubblicazione, ma una visione. Una possibilità. Un invito a fermarsi, sentirsi, riconoscersi.

Questa esperienza a Sanremo ha confermato ancora una volta quanto io creda nella forza della scrittura emotiva e creativa. Nei miei libri, così come nei workshop che conduco, la parola non è mai solo parola: è passaggio, è ponte, è specchio, è liberazione. È un gesto semplice e potentissimo che ci permette di dare forma a ciò che spesso resta dentro senza nome. E vedere che tutto questo trova spazio anche in un contesto così vivo, dinamico e nazionale è stato per me motivo di grande emozione.

Tra i momenti più toccanti di questi giorni porto nel cuore anche il riconoscimento ricevuto al Gran Galà dell’Eleganza – Sanremo 2026, assegnatomi per l’impegno nel promuovere la scrittura come strumento di consapevolezza, ascolto e crescita personale, favorendo inclusione e valorizzazione dell’espressione emotiva. Accogliere questo premio è stato profondamente emozionante, perché lo sento come un riconoscimento che va oltre i libri: riguarda un percorso, una visione, un lavoro fatto con costanza, sensibilità e verità.

Questo premio, come tutto ciò che sto vivendo qui, non appartiene solo a me. Appartiene anche a chi mi legge, a chi partecipa ai miei incontri, a chi si mette in gioco durante un laboratorio, a chi si emoziona davanti a una pagina, a chi ha scelto di fidarsi e di attraversare insieme a me uno spazio fatto di parole autentiche. Appartiene a tutte le volte in cui la scrittura ha creato connessione.

Porto via da Sanremo una gratitudine piena.
Per le occasioni ricevute.
Per le persone incontrate.
Per l’ascolto.
Per i dialoghi.
Per la possibilità di raccontarmi e di raccontare ciò in cui credo.

Un grazie speciale va a SBS Edizioni, per aver accompagnato e sostenuto questo percorso, rendendo possibile anche questa importante esperienza. E grazie a tutte le realtà, le voci, i microfoni, gli spazi e le persone che hanno accolto me e i miei libri con attenzione e calore.

Sanremo mi sta lasciando molto: entusiasmo, nuove energie, nuovi contatti, ma soprattutto la conferma che le parole, quando nascono da un luogo sincero, sanno arrivare lontano.

E io continuo a crederci.
Continuo a credere nei frammenti che uniscono.
Nelle lettere che cercano un destinatario.
Nella scrittura che ascolta, accoglie, trasforma.

Torno da questa esperienza con il cuore pieno e con ancora più voglia di continuare a scrivere, incontrare, condividere.
Perché in fondo è questo che desidero fare: creare spazi veri, in cui le parole possano diventare casa.

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